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Pāṇini
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mwbqPāṇini (in sanscrito पाणिनि; IPA [ˈpɑːɳɪnɪ]; fl. VI-V secolo a.C.) è stato un grammatico indiano che visse nel Gandhāra.
Famoso per la sua mwcagrammatica sanscrita, particolarmente per la sua formulazione delle mwcq3 959 regole della morfologia sanscrita nella grammatica conosciuta come mwcgmwcwAṣṭādhyāyī ("Gli otto capitoli"). La grammatica di Pāṇini segna convenzionalmente la fine del mwdasanscrito vedico e l'inizio del sanscrito classico.
Contents
• Note
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Datazione
Non c'è niente di certo sulla vita di Pāṇini, nemmeno il secolo in cui visse (visse quasi certamente dopo il mweaVII secolo a.C. e prima del mweqIII secolo a.C.). Secondo la tradizione, nacque a Shalatula, vicino al fiume mwewIndo, nel mwfaRegno di Gandhāra (ora in mwfqPakistan). La sua grammatica definisce il sanscrito classico, quindi Pāṇini, per definizione, visse alla fine del mwfgperiodo vedico: rileva alcune regole speciali, chiamate mwfwchandasi (negli inni), dove racconta di alcune forme delle scritture mwgaVediche che sono cadute nell'uso quotidiano nella lingua parlata del suo tempo, fatto che indica che il sanscrito vedico era già arcaico, ma ancora comprensibile.
Un importante indizio sulla datazione di Pāṇini è l'occorrenza della parola yavanānī ("scrittura greca"). Siccome i mwgggreci, nel Gandhara, non erano conosciuti prima delle conquiste di mwgwAlessandro Magno nel mwha330 a.C., se si pensa che Pāṇini sia vissuto prima di tale data bisogna supporre che egli, pur ignorando l'esistenza dei greci, abbia usato una parola che era un prestito dell'mwhqantico persiano yauna; in questo caso Pāṇini potrebbe anche essere stato un contemporaneo di mwhgDario il Grande, che regnò dal 521 al 485/6 a.C., come alcuni hanno ipotizzato.
La scrittura apparve però per la prima volta in India nella forma della scrittura mwiaBrāhmī a partire dal mwiqV secolo a.C. nel mwigTamil Nadu, ben lontano dal Gandhāra, mentre la presenza della scrittura non è documentata nell'mwiwIndia del nord prima del mwjaIII secolo a.C. e molti studiosi sono dell'opinione che un lavoro della complessità di quello compiuto da Pāṇini, con le sue 3.959 regole morfologiche, espresse al più in 4.000 versicite-ref-1[1], sia difficilmente realizzabile senza l'uso della scrittura.
I sostenitori della datazione alta sostengono però che Pāṇini potrebbe aver composto la sua grammatica con l'aiuto di un numeroso gruppo di studenti, la memoria dei quali avrebbe potuto essere usata come sostitutiva di appunti scritti.
La grammatica
La grammatica sanscrita di Pāṇini è divisa in quattro parti:
• mwlgShiva Sutras (fonologia)
• mwmqmwmgAṣṭādhyāyī (morfologia)
• mwnaDhatupatha (radici delle classi verbali)
• mwnwGanapatha (classi delle primitive derivazioni nominali)
Pāṇini e la linguistica moderna
Pāṇini, e poi il linguista indiano mwowBhartrihari, possono aver avuto una significativa influenza in molte delle idee principali proposte da mwpaFerdinand de Saussure, professore di sanscrito, che è largamente considerato il padre della mwpqlinguistica moderna. mwpgNoam Chomsky ha sempre riconosciuto l'influenza di Pāṇini nella sua nozione moderna di un'esplicita grammatica generativa.
Pāṇini usa metaregole, trasformazioni e regole ricorsive. Le grammatiche mwqwBNF usate per descrivere i moderni mwralinguaggi di programmazione hanno significative somiglianze con le regole di grammatica di Pāṇini. Il suo lavoro è stato perciò considerato precursore della moderna teoria del mwrqlinguaggio formale e dell'uso del computer. Le grammatiche paniniane sono state inventate anche per altre lingue.
Il vocabolario di Pāṇini
Mentre il lavoro di Pāṇini è puramente grammaticale e lessicografico, le deduzioni culturali e geografiche possono essere mostrate dal vocabolario che usa negli esempi, e dai suoi riferimenti agli altri grammatici.
Il concetto di mwsqDharma è attestato nella sua frase d'esempio mwsgdharmam karoti, cioè "colui che rispetta la legge".
Note
cite-note-11. ↑ mwuqmwugmwuwMystery Of Instructions Left By The “Father Of Linguistics” Finally Decoded After 2,500 Years, su mwvaiflscience.com.
Bibliografia
• citerefashtadhyayiPāṇini, The Ashtadhyayi. Translated into English by Srisa Chandra Vasu (1897), traduzione di Srisa Chandra Vasu, Benares Published by Sindhu Charan Bose, at the Panini Office. URL consultato il 27 dicembre 2011.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itPāṇini, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAmbrogio Ballini, PANINI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
• citerefdizionario-di-filosofiaPāṇini, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) Panini, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmactutor(EN) Pāṇini, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
• citerefopen-library(EN) Opere di Pāṇini, su Open Library, Internet Archive.
• mwxg(EN) Astadhyayi of Panini (And Related Works), su wilbourhall.org, wilbourhall.org. URL consultato il 27 dicembre 2011.